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quelli che proprio mi lasciano senza fiato sono i libri che quando li hai finiti di leggere vorresti che l'autore fosse un tuo amico per la pelle per poterlo chiamare al telefono ogni volta che ti gira... [anonimo]



mercoledì 23 marzo 2011

Come in un normale pomeriggio di inizio primavera...

Ore 15:03. Ho appena timbrato l'uscita.
Sono nel parcheggio dell'ufficio con amicacollega S. che mi ha portato delle casse di arance di Sicilia buonissime, dobbiamo fare il trasbordo dalla sua alla mia macchina.
Fuori c'è una bellissima giornata, aria tiepida, cielo azzurro.
Squilla il telefono. E' tata L.
Sesto senso, rispondo con un po' di preoccupazione.
Pronto?
In sottofondo il pianto disperato del cucciolo.
Capisco solo: Caduto, le scale del letto, la testa, sanguina sopraciglio, COSA FACCIO????
Rispondo quasi meccaniccamente senza respirare. "Ghiaccio, consolalo, dagli il ciuccio, vai dalla vicina. Io arrivo."
Chiudo. Amicacollega S mi guarda dritto negli occhi mi dice:"VAI".
Io corro verso la macchina, ho il cuore che batte fortissimo, sono a 20 minuti da casa, lontana,  troppo lontana. Il pianto che ho sentito non mi è piaciuto, cerco di pensare, ma io che sono sempre razionale e fredda e ho mille idee... niente.
Vuoto totale. Cazzo.
Non chiamo tata L. voglio che si occupi del cucciolo. Chiamo la vicina, penso ma non ricordo il numero, non ricordo il cognome , non ricordo come l'ho registrato nel cellulare...
Vuoto totale.
Chiamo il marito, gli dico cosa è successo e di cercare il numero della vicina.
Anche lui esce dal lavoro, ci vediamo a casa.
Chiamo amicapediatraS. mi fa domande precise sulla dinamica, quanti gradini come è caduto... "non lo sooooo".
Cerca di tranquillizzarmi, mi dice che dalle ferite nel sopracicglio esce tanto sangue, di non preoccuparmi e se ti sembra profondo portalo a suturare.
Faccio il tragitto dal lavoro a casa in trans. Finalmente il marito mi comunica il numero della vicina. Chiamo con il cuore in gola.
Mi risponde, c'è silenzio. Mi dice "Tutto bene, si è calmato ma devi portarlo a mettere i punti ha un brutto taglio profondo."
Non mi calmo. Voglio arrivare a casa.
Arrivo, lascio la macchina sotto in doppia fila.
Salgo su con il cuore in gola.
La porta di casa è aperta.
Lui è in braccio a tata L. come un Koala, ciuccio in bocca. Mi vede, mi sorride e tende le mani verso di me.
Io lo abbraccio. Il taglio è profondo, perde ancora un po' di sangue.
La vicina si offre di accompagnarmi al Pronto soccorso.
Taxi e si va. In 15 minuti siamo fuori disinfettati e incollati a dovere.
Sotto osservazione a casa, otto giorni senz'acqua nella ferita.
Siamo di nuovo a casa. Il marito ha recuperato il dimezzo alla scuola materna che è felicissimo che sia andato il suo papà a prenderlo, il cucciolo ha ripreso a sorridere, il grande è tornato con il suo primo 10 e lode in tedesco.
Forse sono matta ma dico:"Bambini, la palla! Si va al parco."
Come in un normale pomeriggio di inizio primavera....

5 commenti:

  1. Ommamma che spavento!!! anche io ho il letto a castello, e prima o poi so che mi attoccherà correre all'ospedale ...

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  2. ammazza, c'ho il fiatone solo a leggere!!!

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  3. Non sei matta! Hai fatto benissimo, niente di meglio di qualche calcio al pallone e un po' di aria fresca per dimenticare...
    Un abbraccio, Roberta

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  4. Hai fatto bene. Un abbraccio virtuale.

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  5. Mammamia!!! Chissà che spavento...hai fatto molto bene a riprendere in mano la situazione come una giornata qualsiasi così il cucciolo ha potuto dimenticare più velocemente la caduta e lo spavento...Brava e ti abbraccio forte!!!

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